Apre al Cairo il nuovo Museo Egizio: un gioiello tra le piramidi che incanta il mondo intero

Apre al Cairo il nuovo Museo Egizio: un gioiello tra le piramidi che incanta il mondo intero

Marco Bianchi

Dicembre 2, 2025

Siamo davanti a uno dei panorami più noti al mondo: le piramidi di Giza inquadrano una nuova struttura che cambia il modo di leggere l’eredità dell’Antico Egitto. Appena fuori dalla zona archeologica, il complesso si impone per scala e modernità, e chi arriva non può che avvertire una tensione tra passato millenario e infrastrutture contemporanee. In questo spazio è stato inaugurato il museo che promette di riunire sotto un unico tetto la maggior parte dei reperti egizi conservati nel paese, un segno visibile della volontà di rinnovare l’offerta culturale nazionale.Grand Egyptian Museum resta il nome più citato, ma il senso pratico si coglie già allo sbarco: spazi pensati per flussi di visitatori, depositi tecnologici e percorsi espositivi studiati per raccontare continuità e cambiamento. Un dettaglio che molti sottovalutano è proprio la logistica intorno alla struttura: non si tratta solo di mettere in mostra gli oggetti, ma di proteggerli, trasferirli e renderli accessibili in modo sostenibile.

Un progetto tra storia e infrastrutture

Il complesso copre circa 486mila metri quadri e si colloca a poche decine di chilometri a sud-ovest del Cairo. Dietro la realizzazione c’è un investimento pubblico e internazionale che supera il miliardo di dollari, con circa 600 milioni provenienti da un partner asiatico di lunga data: il Giappone. L’idea di un nuovo museo è nata per rispondere a un problema pratico: il museo storico di piazza Tahrir non era più sufficiente per custodire la massa di reperti accumulati nei decenni. Per questo motivo sono state realizzate infrastrutture dedicate, inclusi accessi migliorati e un aeroporto costruito nel 2020 per facilitare l’arrivo dei visitatori.

Tra ritardi tecnici e sfide logistiche, la struttura è stata progressivamente aperta al pubblico; la vera soglia è stata varcata quando è stata completata la galleria su

Apre al Cairo il nuovo Museo Egizio: un gioiello tra le piramidi che incanta il mondo intero
Meravigliosa maschera funeraria di Tutankhamon. Un reperto iconico dell’Antico Egitto, ora in mostra nel nuovo museo al Cairo. – hotellagriglia.it

, punto di richiamo internazionale. Lo raccontano tecnici e curatori: trasferire teche e casse di reperti richiede procedure complesse e tempistiche lunghe. Un fenomeno che molti notano solo se si occupano di conservazione museale è la necessità di climatizzazione continua e di monitoraggio per evitare danni irreparabili.

Il risultato è un edificio pensato sia per la conservazione sia per la fruizione: magazzini moderni, laboratori di restauro e sale espositive con percorsi che guidano il visitatore attraverso secoli di storia. Questo approccio cambia il modo in cui la scena archeologica vicino a Giza viene vissuta, offrendo una lettura più organica dei reperti rispetto all’esposizione frammentata del passato.

Cosa si vede nelle gallerie: pezzi e percorsi

All’interno sono custoditi oltre centomila reperti che coprono più di tremila anni di storia. I pezzi più antichi risalgono a periodi pre-dinastici, con oggetti datati intorno al 7.000 a.C., mentre il percorso si sviluppa fino alle fasi più tarde della civiltà faraonica. La nuova galleria dedicata a Tutankhamon offre una lettura sistematica dei corredi funerari, con vetrine e allestimenti che spiegano funzioni rituali e simboliche. Un dettaglio che molti sottovalutano è la relazione diretta tra alcuni oggetti esposti qui e pezzi conservati in musei europei: per esempio, alcuni vasi canopi sono esposti anche al Museo Egizio di Torino, rendendo evidenti scambi e dispersioni storiche.

Tra i reperti di maggiore richiamo c’è la cosiddetta barca solare attribuita al faraone Cheope, conservata in ottimo stato e datata a oltre quattro millenni fa. Nelle sale si trovano anche mummie animali e umane, statue e piccoli templi in miniatura, i naos, oltre alle shabti, statuette che un tempo dovevano accompagnare il defunto nell’aldilà. Il letto a baldacchino attribuito alla regina Hetepheres è un altro elemento espositivo che mette in relazione artigianato, status sociale e pratiche funerarie.

La visita al museo è organizzata per offrire un excursus cronologico e tematico: non si tratta solo di ammirare oggetti, ma di comprendere contesti politici, religiosi e sociali che hanno modellato quella civiltà. Per il visitatore europeo, e in particolare per chi arriva dall’Italia, il nuovo museo rappresenta una tappa che ridisegna i percorsi turistici tradizionali e accentua l’importanza di Giza come hub culturale nella regione.

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